Bonus busta paga 2014

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Si rende noto che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 24 aprile 2014, n. 95, il decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale.

Punto centrale del “provvedimento” è il riconoscimento di un credito ai lavoratori dipendenti e assimilati con un reddito complessivo, ai fini IRPEF, non superiore a 26.000 euro, che va ad incrementare la retribuzione netta, con l’obiettivo di favorire i consumi e la crescita economica attraverso la riduzione del c.d. “cuneo fiscale”.

In particolare, è stato inserito il nuovo comma 1-bis nell’art. 13 del Tuir, che prevede per i percettori di reddito di lavoro dipendente, esclusi i pensionati (art. 49, comma 2, lett. a), Tuir), e di alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (art. 50, comma 1, lett. a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l) Tuir), un credito pari a:

o       euro 640, se il reddito complessivo per il periodo d’imposta 2014 non è superiore ad euro 24.000;

o       euro 640, se il reddito complessivo per il periodo d’imposta 2014  è superiore ad euro 24.000 ma non a euro 26.000. Tuttavia, in questo caso il credito spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l`importo di 26.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l`importo di 2.000 euro. In quest’ultima ipotesi la formula da applicare per il calcolo del bonus spettante sarà:

      • bonus spettante= 640 x [(26.000 – reddito complessivo)/2.000].

Il bonus si azzera qualora il reddito complessivo sia uguale o superiore 26.000 euro.

Il credito compete esclusivamente se l’imposta lorda sul reddito di lavoro dipendente e assimilati risulta superiore alle detrazioni per reddito di lavoro spettante.

Il bonus è riconosciuto in via automatica dal sostituto d’imposta e va ripartito tra le retribuzioni erogate successivamente alla data di entrata in vigore del decreto legge (24 aprile 2014), a partire dal primo periodo di paga utile.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare citata, ha chiarito che il sostituto d’imposta riconosce il credito dovuto in aggiunta alle retribuzioni spettanti, a partire dalle retribuzioni erogate nel mese di maggio 2014, senza dover attendere alcuna richiesta esplicita da parte dei beneficiari.

Solo nel caso in cui non sia possibile, per ragioni esclusivamente tecniche legate all’iter di pagamento delle retribuzioni, procedere all’erogazione delle stesse in maggio, i sostituti d’imposta potranno riconoscere il credito a partire dalle retribuzioni erogate nel successivo mese di giugno, ferma restando la ripartizione dell’intero importo del credito spettante tra le retribuzioni dell’anno 2014.

I sostituti di imposta devono determinare la spettanza del credito e il relativo importo sulla base dei dati reddituali a loro disposizione, tenendo conto in base al reddito previsionale e alle detrazioni delle somme e dei valori che il sostituto stesso corrisponderà durante l’anno, nonché di eventuali altri redditi che il lavoratore dovesse comunicare, rivenienti da altri precedenti rapporti di lavoro avuti nel 2014.

Il credito va rapportato al periodo di lavoro nell`anno e pertanto, in caso di rapporto di lavoro inferiore all’anno, l’Agenzia delle Entrate nella circolare citata, ha precisato che lo stesso deve essere determinato considerando il numero dei giorni lavorati nell’anno, secondo le regole applicabili a ciascuna categoria di reddito beneficiaria (circolare Agenzia delle Entrate 9 gennaio 1998, n. 3/E). 

La misura del bonus non concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente e assimilati e, quindi, le somme incassate a tale titolo non sono imponibili ai fini delle imposte sui redditi, comprese le relative addizionali regionale e comunale.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i crediti non costituendo retribuzione per il lavoratore, non incidono sul calcolo dell’Irap delle società.  

Il credito in esame è riconosciuto per l’anno 2014, in attesa dell’intervento normativo strutturale che dovrà essere attuato con la legge di stabilità per l’anno 2015.

Adempimenti del sostituto d’imposta

In sintesi, al sostituto d’imposta competono i seguenti adempimenti:

  • verifica l’esistenza delle tre condizioni:

a)      tipologia di reddito prodotto dai beneficiari (reddito di lavoro dipendente, esclusi i pensionati (art. 49, comma 2, lett. a), Tuir), e i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (art. 50, comma 1, lett. a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l) Tuir);

b)       Irpef lorda su redditi di lavoro dipendente e assimilati maggiore delle detrazioni di lavoro dipendente (non si considerano, ai fini del calcolo, le altre detrazioni, quali quelle per familiari a carico);

c)      reddito complessivo inferiore a  26.000 euro;

  • procede al calcolo del bonus spettante rapportandolo al periodo di lavoro svolto dal dipendente nell’anno. Il beneficio spetta da maggio a dicembre 2014 ed è pari a 80 euro mensili (640/8) in caso di rapporto di lavoro continuativo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2014. Diversamente in caso di assunzione o cessazione in corso d’anno, la misura deve essere riproporzionata al minor periodo di lavoro;
  • eroga in automatico al dipendente il bonus spettante a partire dalle retribuzioni erogate nel mese di maggio;
  • recupera il bonus erogato, fino a capienza, dall’ammontare delle ritenute disponibili in ciascun periodo di paga (compensazione verticale) e,  solo in caso di incapienza delle stesse, per la differenza, dai contributi previdenziali dovuti per il medesimo periodo di paga;
  • indica il bonus erogato nel modello CUD 2015;
  • indica gli “importi non versati”, per effetto degli utilizzi a scomputo, nel modello 770 2015.

L’Agenzia delle Entrate ha esemplificato quali ritenute possono rientrare nell’ammontare complessivo delle ritenute utilizzabili per lo scomputo del credito, indicando le ritenute relative all’IRPEF, le addizionali regionale e comunale nonché le ritenute relative all’imposta sostitutiva sui premi di produttività o al contributo di solidarietà.

In caso di incapienza del monte ritenute tale da non consentire l’erogazione del bonus nello stesso periodo di paga a tutti i percipienti che ne hanno diritto, è previsto che il sostituto d’imposta utilizzi, per la differenza, i contributi previdenziali dovuti per il medesimo periodo di paga, i quali non devono quindi essere versati.

Restituzione del credito non spettante

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che, fermo restando l’obbligo per i sostituti d’imposta di riconoscere in via automatica il credito in base alle informazioni in loro possesso, i contribuenti che non hanno i presupposti per il riconoscimento del beneficio, ad esempio perché titolari di un reddito complessivo superiore a euro 26.000 derivante da redditi diversi da quelli erogati dal sostituto d’imposta, sono tenuti a darne comunicazione al sostituto d’imposta il quale potrà recuperare il credito eventualmente erogato dagli emolumenti corrisposti nei periodi di paga successivi a quello nel quale è stata resa la comunicazione e, comunque, entro i termini di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno o di fine rapporto.

Il contribuente che abbia comunque percepito dal sostituto d’imposta un credito in tutto o in parte non spettante è tenuto alla restituzione dello stesso in sede di dichiarazione dei redditi.

Contribuenti senza sostituti d’imposta

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito, altresì, che i contribuenti per i quali il credito in commento, spettante per l’anno d’imposta 2014, non sia stato riconosciuto, in tutto o in parte, dai sostituti d`imposta, ad esempio perché relativo a un rapporto di lavoro cessato prima del mese di maggio, possono richiedere il credito nella dichiarazione dei redditi.