News & Circolari

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In questa sezione lo Studio Ragnoli vi terrà aggiornati se tutte le ultime notizie in materia fiscale, le scadenze da rispettare e le normative in materia contrattuale.

Vigilanza ispettiva anno 2018 – aree di intervento prioritario

Posted by on 12:36 in Senza categoria | Commenti disabilitati su Vigilanza ispettiva anno 2018 – aree di intervento prioritario

L’INL  ( Ispettorato Nazionale del Lavoro ) ha individuato, con specifico documento,  per l’anno 2018 le aree prioritarie di intervento ispettivo con la finalità di  contrastare  fenomeni di lavoro sommerso e/o irregolare  e per potenziare la lotta all’evasione ed elusione contributiva.

Le aree individuate dall’INL sono:

LAVORO NERO  : i controlli saranno orientati verso i settori maggiormente  “a rischio”  quali COMMERCIO / RISTORAZIONE  / EDILIZIA / AGRICOLTURA; settori caratterizzati da un più intenso utilizzo di manodopera in occasione delle punte stagionali di maggiore attività.  Periodi dell’anno nei quali potrebbero verificarsi utilizzi di manodopera  “in nero”.

TIROCINI: è prevista un’attività di vigilanza in materia di tirocini formativi extracurriculari volta a contrastare      l’uso distorto ed improprio   di tale strumento,  dove venga accertata la mancanza di reale attività formativa nonché l’utilizzo del tirocinio quale strumento per dissimulare un rapporto di lavoro dipendente tipico subordinato.

LOGISTICA, TRASPORTO E LAVORO NELLE COOPERATIVE: nel corso del 2018 saranno programmate verifiche ispettive volte al contrasto di irregolarità lavoristiche nel settore   logistico e del trasporto, con particolare attenzione  ai  siti dove  operano  cooperative di grandi dimensioni.   L’obiettivo principale è quello di verificare la regolarità della costituzione  e dello svolgimento  dei rapporti di lavoro in capo alle cooperative nonché l’adempimento degli obblighi retributivi e contributivi spesso violati con l’obiettivo di tutelare i crediti da lavoro dei soggetti utilizzati.

CORRETTO UTILIZZO DEL NUOVO LAVORO OCCASIONALE:  saranno programmate nel corso del 2018 azioni di vigilanza per verificare il rispetto della disciplina sul lavoro occasionale  ( dove utilizzato )  volte a fare emergere eventuali condotte  elusive per  dissimulare rapporti di lavoro in nero.

CONTRASTO AL CAPORALATO: è confermata per il 2018 la lotta al caporalato ( soprattutto nel settore AGRICOLO )  con l’obiettivo di garantire la corretta applicazione della  legislazione vigente.

DISTACCO TRANSNAZIONALE: verrà posta particolare attenzione all’analisi di situazioni di distacco transnazionale irregolare e fittizio.

LAVORO A CHIAMATA E VALUTAZIONE DEI RISCHI

Posted by on 12:33 in Senza categoria | Commenti disabilitati su LAVORO A CHIAMATA E VALUTAZIONE DEI RISCHI

L’INL  (Ispettorato Nazionale del Lavoro) con lettera circolare  n. 49 del 15 marzo 2018  è intervenuto in materia  di  lavoro  intermittente in assenza  del  documento  di  valutazione  dei  rischi.

Si ricorda che il ricorso  al  lavoro  a chiamata  comporta  TUTTI  gli  obblighi  in materia  di  sicurezza  sul lavoro  previsti  dal  TU  81 / 2015: in particolare ai  datori di lavoro che non hanno  effettuato la valutazione dei  rischi  è  vietato  il  ricorso a tale tipologia contrattuale.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro con la circolare sopra  richiamata,  (nonché un orientamento della giurisprudenza di merito), conferma che la stipula di un contratto di lavoro a chiamata  in  assenza  degli  adempimenti  previsti  in materia di sicurezza (valutazione dei rischi in primo luogo, ecc…)  comporta   la   conversione  del rapporto di lavoro intermittente  in un ordinario  rapporto di lavoro  subordinato a  tempo  indeterminato.

LEGGE DI BILANCIO 2018 – novità in materia fiscale –

Posted by on 12:43 in Senza categoria | Commenti disabilitati su LEGGE DI BILANCIO 2018 – novità in materia fiscale –

E’ stata approvata definitivamente la “Legge di bilancio 2018”, c.d. Finanziaria 2018, contenente le

seguenti interessanti novità di natura fiscale, in vigore dall’1.1.2018.

STERILIZZAZIONE AUMENTI ALIQUOTE IVA

È confermato che a seguito della modifica della Finanziaria 2015, l’aumento dell’aliquota IVA ridotta

del 10% è “rivisto” prevedendo che la stessa passerà all11,50% dal 2019 e al 13% dal 2020.

Anche l’aumento dell’aliquota IVA del 22% è rivisto prevedendo che la stessa passerà al 24,2% dal

2019, al 24,9% dal 2020 e al 25% dal 2021.

L’intervento legislativo “completa” quanto contenuto nell’ambito del c.d. “Decreto collegato alla

Finanziaria 2018”, e pertanto nel 2018 “non ci saranno aumenti delle aliquote dell’IVA”.

INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

Con la modifica dell’art. 14, DL n. 63/2013 è confermata:

la proroga della detrazione per la “generalità” degli interventi di riqualificazione energetica

nella misura del 65% per le spese sostenute fino al 31.12.2018 (anziché fino al 31.12.2017).

Il differimento del termine al 31.12.2018 riguarda anche le spese sostenute per gli interventi

riguardanti l’acquisto e la posa in opera di:

impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse

combustibili; 50%

schermature solari. 50%

ancorché per tali interventi, come di seguito evidenziato, dal 2018 la detrazione è ridotta al 50%.

In sede di approvazione la detrazione del 65% è stata estesa alle spese sostenute per

l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti,

sostenute dall’1.1 al 31.12.2018, con un ammontare massimo di detrazione di 100.000. Al fine

di beneficiare della detrazione gli interventi devono condurre ad un risparmio di energia primaria

(PES), come definito dal DM 4.8.2011, pari almeno al 20%.

Preme evidenziare che la “proroga” non riguarda gli interventi di riqualificazione energetica su

parti comuni degli edifici condominiali per i quali la detrazione in esame è già riconosciuta

per le spese sostenute fino al 2021 e, al ricorrere di determinate condizioni / risultati, nella

maggior misura del 70% – 75%;

la riduzione al 50% della detrazione per le spese sostenute dall’1.1.2018 per gli interventi di:

acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi;

acquisto e posa in opera di schermature solari;

acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di

generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, con l’importo massimo della

detrazione pari a 30.000;

sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a

condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto ex Regolamento UE

n. 811/2013.

La detrazione in esame è esclusa se l’efficienza risulta inferiore alla citata classe A di

prodotto.

Per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie

a condensazione, la detrazione in esame è riconosciuta nella misura del 65%, se l’efficienza

risulta almeno pari alla citata classe A di prodotto e l’intervento prevede anche la

contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti di cui alle classi V, VI o VIII

della Comunicazione della Commissione 2014/C 207/02.

La detrazione è altresì riconosciuta nella misura del 65% in caso di:

COMMENTI

LE NOVITÀ DELLA FINANZIARIA 2018

sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con impianti dotati di

apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione,

assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in

abbinamento tra loro;

acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

Con l’introduzione del nuovo comma 3-ter all’art. 14 in esame è altresì prevista l’emanazione

di nuovi Decreti con i quali (ri)definire i requisiti tecnici / massimali di spesa per

singola tipologia di intervento, nonché i controlli effettuabili da parte dell’ENEA.

Cessione del credito

Come noto la Finanziaria 2016 ha introdotto la possibilità di optare, in luogo della detrazione,

per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno eseguito gli interventi

agevolabili di riqualificazione energetica riguardanti parti comuni condominiali, a favore dei c.d.

soggetti incapienti” ai sensi degli artt. 11, comma 2 e 13, comma 1, lett. a) e 5, lett. a), TUIR.

Successivamente:

la Finanziaria 2017 oltre a “confermare” tale possibilità fino al 31.12.2017 ha introdotto la

possibilità di cessione del credito anche da parte dei soggetti capienti”, con riferimento agli

interventi di riqualificazione su parti comuni condominiali che, a decorrere dal 2017,

consentono di fruire della detrazione nella maggior misura del 70% – 75%, ai sensi dell’art.

14, comma 2-quater, DL n. 63/2013;

con l’art. 4-bis, DL n. 50/2017, la possibilità di cedere il credito corrispondente alla detrazione

spettante da parte dei “soggetti incapienti” è stata riconosciuta:

fino al 31.12.2021;

anche con riferimento agli interventi di cui al comma 2-quater, ossia per i quali, a

decorrere dal 2017, spetta la detrazione nella maggior misura del 70% – 75%;

oltre che a favore dei fornitori che hanno eseguito gli interventi agevolabili, anche a favore

di altri soggetti privati, con la facoltà di successiva cessione del credito”.

Ora, con i nn. 5) e 8) della lett. a) in esame il Legislatore dispone che la cessione del credito

corrispondente alla detrazione spettante può essere effettuata sia dai soggetti capientiche

dai soggetti incapientiper tutte le tipologie di intervento di riqualificazione energetica.

INTERVENTI DI RECUPERO EDILIZIO E SISMA BONUS

È confermata la proroga per le spese sostenute fino al 31.12.2018 (anziché 31.12.2017) della

detrazione IRPEF per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis, TUIR:

nella misura del 50% (anziché del 36%);

su un importo massimo di 96.000 (anziché 48.000).

posseduti e assegnati in godimento ai soci.

BONUS MOBILI ED ELETTRODOMESTICI

È confermata la proroga fino al 31.12.2018 della detrazione IRPEF del 50% prevista a favore dei

soggetti che sostengono spese per l’acquisto di mobili / grandi elettrodomestici rientranti nella

categoria A+ (A per i forni) finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di interventi di recupero

del patrimonio edilizio, per il quale si fruisce della relativa detrazione.

Per poter fruire della detrazione relativamente alle spese sostenute nel 2018 è necessario

che i lavori di recupero edilizio siano iniziati a decorrere dall’1.1.2017.

Come in passato la detrazione è fruibile in 10 quote annuali e l’ammontare della spesa detraibile

(massimo 10.000) è computata indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori

di recupero del patrimonio edilizio.

È previsto che anche in tali casi le informazioni relative agli interventi effettuati vanno

trasmesse all’ENEA.

NUOVO “BONUS VERDE”

È confermata l’introduzione, per il 2018, della nuova detrazione IRPEF, nella misura del 36%, su

una spesa massima di 5.000 per unità immobiliare ad uso abitativo, fruibile dal proprietario /

detentore dell’immobile sul quale sono effettuati interventi di:

sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze

o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;

realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

La nuova detrazione:

spetta anche per gli interventi effettuati su parti comuni esterne di edifici condominiali, fino

ad un importo massimo di 5.000 per unità immobiliare ad uso abitativo;

spetta anche per le spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli

interventi agevolati;

è fruibile a condizione che i pagamenti siano effettuati tramite strumenti idonei a consentire

la tracciabilità delle operazioni;

va ripartita in 10 rate annuali di pari importo, a decorrere dall’anno di sostenimento.

VALORE BENI SIGNIFICATIVI

In sede di approvazione è stata introdotta una norma interpretativa dell’art. 7, comma 1, lett. b),

Legge n. 488/99 ai sensi della quale:

agli interventi di manutenzione ordinaria / straordinaria di cui alle lett. a) e b) del comma 1

dell’art. 31, Legge n. 457/78 (ora art. 3, DPR n. 380/2001), su immobili a prevalente

destinazione abitativa privata, è applicabile l’aliquota IVA ridotta del 10%;

nei casi in cui per la realizzazione di detti interventi di manutenzione:

siano utilizzati i c.d. beni significativi” individuati dal DM 29.12.99;

il valore dei beni significativi sia superiore al 50% del valore complessivo della

prestazione;

l’aliquota IVA ridotta del 10% è applicabile a tali beni fino a concorrenza della differenza tra

il valore complessivo dell’intervento di manutenzione e quello dei medesimi beni.

In base alla nuova disposizione:

l’individuazione dei beni che costituiscono una parte significativa del valore delle forniture

effettuate nell’ambito dei citati lavori di manutenzione e delle parti staccate “si effettua in base

all’autonomia funzionale delle parti rispetto al manufatto principale, come individuato nel

citato decreto ministeriale”;

come valore dei predetti beni deve essere assunto quello risultante dall’accordo

contrattuale stipulato dalle parti contraenti, che deve tenere conto solo di tutti gli oneri che

concorrono alla produzione dei beni stessi e, dunque, sia delle materie prime che della

manodopera impiegata per la produzione degli stessi e che, comunque, non può essere

inferiore al prezzo di acquisto dei beni stessi”.

È inoltre disposto che:

la fattura emessa dal prestatore deve indicare oltre al servizio che costituisce l’oggetto della

prestazione, anche i beni di valore significativo … che sono forniti nell’ambito dell’intervento”;

sono fatti salvi i comportamenti difformi tenuti fino al 31.12.2017;

non è previsto il rimborso dell’IVA applicata sulle operazioni effettuate.

PROROGA “MAXI AMMORTAMENTO”

È confermata la proroga della possibilità, a favore delle imprese / lavoratori autonomi che effettuano

investimenti in beni strumentali nuovi dall’1.1 al 31.12.2018 (30.6.2019 a condizione che entro il

31.12.2018 sia accettato il relativo ordine e pagati acconti in misura almeno pari al 20% del costo di

acquisizione), di incrementare il relativo costo del 30% (fino al 2017 pari al 40%).

Sono esclusi dall’agevolazione i veicoli a deducibilità limitata i veicoli concessi in uso

promiscuo ai dipendenti) e quelli esclusivamente strumentali all’attività d’impresa e di

uso pubblico. Di fatto, quindi, l’esclusione dal beneficio riguarda l’intera categoria dei veicoli

richiamati dal comma 1 del citato art. 164.

PROROGA “IPER AMMORTAMENTO”

È prorogata la possibilità, a favore delle imprese che effettuano investimenti in beni nuovi

finalizzati a favorire processi di trasformazione tecnologica / digitale, ricompresi nella Tabella

A, Finanziaria 2017, entro il 31.12.2018 (31.12.2019 a condizione che entro il 31.12.2018 sia

accettato il relativo ordine e siano pagati acconti in misura almeno pari al 20% del costo di

acquisizione), di incrementare il costo del 150%.

Per i soggetti che effettuano nel suddetto periodo investimenti in beni immateriali strumentali di

cui alla Tabella B, Finanziaria 2017, il costo è aumentato del 40%.

Il soggetto interessato deve produrre una dichiarazione del legale rappresentante ovvero, per i

beni di costo superiore a 500.000 una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere /

perito industriale / Ente di certificazione accreditato, attestante che il bene:

possiede le caratteristiche tecniche tali da includerlo nell’elenco di cui alle Tabelle A / B;

è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Per i soggetti che beneficiano dell’iper ammortamento (anche relativamente al 2017) in caso di

dismissione del bene agevolato nel periodo di fruizione della maggiorazione in esame non si

verifica la perdita delle residue quote del beneficio a condizione che, nello stesso periodo di

realizzo, l’impresa:

sostituisca il bene originario con un bene strumentale nuovo con caratteristiche tecnologiche /

analoghe o superiori a quelle previste dalla citata Tabella A;

attesti l’effettuazione dell’investimento sostitutivo, le caratteristiche del nuovo bene e il requisito

dell’interconnessione.

Nel caso in cui siano rispettate le predette condizioni e il costo di acquisizione

dell’investimento sostitutivo sia inferiore al costo del bene originario la fruizione del beneficio

continua relativamente alle quote residue fino a concorrenza del costo del nuovo

investimento.

NUOVO BONUS ACQUISTO PRODOTTI IN PLASTICA RICICLATA

In sede di approvazione è stata introdotta una specifica agevolazione a favore delle imprese che

acquistano prodotti realizzati con materiali derivati da plastiche miste, provenienti dalla

raccolta differenziata degli imballaggi in plastica o da selezione di rifiuti urbani residui.

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta pari al 36% delle spese sostenute e

documentate per i predetti acquisti effettuati nel 2018, 2019 e 2020.

Il nuovo credito d’imposta:

è riconosciuto fino ad un importo massimo annuo di 20.000;

va indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento delle spese;

non concorre alla formazione del reddito / base imponibile IRAP;

non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e dei componenti negativi ex

artt. 61 e 109, comma 5, TUIR;

è utilizzabile esclusivamente in compensazione con il mod. F24, anche per importi superiori a

250.000, non rilevando il limite di cui all’art. 1, comma 53, Legge n. 244/2007;

è utilizzabile dall’1.1 del periodo d’imposta successivo a quello di acquisto dei predetti prodotti.

“BONUS 80 EURO”

Il c.d. “Bonus 80 Euro” è rivisto in misura differenziata a seconda dell’ammontare del reddito

complessivo, come di seguito.

Reddito complessivo Credito spettante

Non superiore a 24.600 960

Superiore a 24.600 ma non a 26.600 960 X 26.600 – reddito complessivo

2.000

Superiore a 26.600 0

REDDITO FIGLI A CARICO DI ETÀ NON SUPERIORE A 24 ANNI

In sede di approvazione è innalzato a 4.000 il limite di reddito per essere considerati fiscalmente

a carico per i figli di età non superiore a 24 anni. Il nuovo limite di reddito decorre

dall’1.1.2019.

società sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI costituiscono redditi di lavoro

dipendente assimilato ex art. 50, TUIR.

Inoltre, a decorrere dall’1.1.2018 i co.co.co. che prestano la loro opera in favore di società sportive

dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI sono iscritti al Fondo lavoratori dello spettacolo

istituito presso l’INPS.

Fino al 2022 la contribuzione al citato Fondo è dovuta nel limite del 50% del compenso spettante al

collaboratore. L’imponibile pensionistico è ridotto in misura equivalente.

LIMITE ESENZIONE COMPENSI SPORTIVI DILETTANTI

È confermato l’aumento da 7.500 a 10.000 della soglia entro la quale i rimborsi forfetari, i premi

ed i compensi erogati agli sportivi dilettanti dalle società / associazioni sportive dilettantistiche,

non concorrono alla formazione del reddito.

RIFINANZIAMENTO BONUS STRUMENTI MUSICALI

In sede di approvazione è riproposto anche per il 2018 il contributo:

pari al 65% del prezzo per un massimo di 2.500;

per l’acquisto di uno strumento musicale nuovo, a favore degli studenti iscritti ai licei

musicali e ai corsi preaccademici, ai corsi del precedente ordinamento, ai corsi di diploma di I e

II livello dei conservatori di musica, degli istituti superiori di studi musicali e delle istituzioni di

formazione musicale e coreutica autorizzate a rilasciare titoli di alta formazione artistica,

musicale e coreutica.

DETRAZIONE POLIZZE ASSICURATIVE CALAMITÀ NATURALI

È confermata l’introduzione della nuova lett. f-bis) al comma 1 dell’art. 15, TUIR, che riconosce la

detrazione IRPEF pari al 19% dei premi per le assicurazioni aventi ad oggetto il rischio di

eventi calamitosi stipulate relativamente alle unità immobiliari ad uso abitativo.

La disposizione è applicabile alle polizze stipulate a partire dall’1.1.2018.

ESTENSIONE FATTURAZIONE ELETTRONICA

In sede di approvazione è previsto che, ai sensi del nuovo comma 3 dell’art. 1, D.Lgs. n. 127/2015,

dall’1.1.2019 le cessioni di beni / prestazioni di servizi che intercorrono tra soggetti residenti /

stabiliti / identificati in Italia, devono emesse documentate esclusivamente da fatture

elettroniche tramite il Sistema di Interscambio (SdI).

Per la trasmissione delle fatture elettroniche al SdI gli operatori possono avvalersi di

intermediari, ferma restando la responsabilità in capo al cedente / prestatore.

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei consumatori finali le fatture elettroniche

emesse nei loro confronti. Una copia della fattura elettronica / in formato analogico è messa a

disposizione direttamente dal cedente / prestatore.

Il consumatore privato può comunque rinunciare alla copia elettronica / in formato analogico della

fattura.

Sono esclusi dal predetto obbligo i contribuenti minimi / forfetari.

Il predetto obbligo è applicabile alle fatture emesse dall’1.7.2018 relativamente alle:

cessioni di benzina / gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori;

prestazioni rese da soggetti subappaltatori / subcontraenti della filiera delle imprese nel quadro di

un contratto di appalto di lavori / servizi / forniture stipulato con una Pubblica amministrazione con

indicazione del relativo codice CUP / CIG. Per filiera di imprese si intende “l’insieme dei soggetti …

che intervengono a qualunque titolo nel ciclo di realizzazione del contratto, anche con noli e

forniture di beni e prestazioni di servizi, ivi compresi quelli di natura intellettuale, qualunque sia

l’importo dei relativi contratti o dei subcontratti”.

In caso di emissione della fattura con modalità diverse da quelle sopra descritte, la fattura si

intende non emessa e sono applicabili le sanzioni di cui all’art. 6, D.Lgs. n. 471/97.

Al fine di evitare la sanzione di cui al comma 8 del citato art. 6, l’acquirente / committente può

regolarizzare la violazione inviando l’autofattura tramite il Sistema di Interscambio (SdI).

Il Sistema di Interscambio (SdI) sarà utilizzato, oltre che ai fini della trasmissione / ricezione delle

fatture elettroniche relative a operazioni intercorrenti tra soggetti residenti / stabiliti /

identificati in Italia, anche per l’acquisizione dei dati fiscalmente rilevanti.

Contestualmente dall’1.1.2019 è abrogato l’invio dello spesometro.

Operazioni da / verso soggetti non stabiliti in Italia

Con l’aggiunta del nuovo comma 3-bis al citato art. 1, è previsto che i soggetti passivi residenti /

stabiliti / identificati in Italia trasmettono telematicamente all’Agenzia delle Entrate (entro l’ultimo

giorno del mese successivo a quello di emissione / ricezione della fattura) i dati delle cessioni di

beni / prestazioni di servizi effettuate / ricevute verso / da soggetti non stabiliti in Italia, ad

eccezione di quelle per le quali è stata emessa bolletta doganale o emessa / ricevuta fattura

elettronica.

In caso di omessa trasmissione o trasmissione di dati incompleti / inesatti è applicabile la sanzione

di 2 per ciascuna fattura, con il limite massimo di 1.000 per ciascun trimestre.

La sanzione è ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro i 15 giorni successivi alla

scadenza, ovvero se, nello stesso termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati. Non è

applicabile il cumulo giuridico di cui all’art. 12, D.Lgs. n. 472/97.

Obblighi di conservazione

Gli obblighi di conservazione dei documenti ai fini della relativa rilevanza fiscale “si intendono

soddisfatti” per tutte le fatture elettroniche nonché per tutti i documenti informatici trasmessi tramite

il predetto Sistema e memorizzati dall’Agenzia delle Entrate. È demandata all’Agenzia delle Entrate

la definizione dei tempi / modalità di applicazione della disposizione in esame.

Cessioni di benzina / gasolio

Con l’aggiunta del comma 1-bis all’art. 2, D.Lgs. n. 127/2015, a decorrere dall’1.7.2018 è previsto

l’obbligo di memorizzazione / trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei corrispettivi

giornalieri delle cessioni di benzina / gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per

motori.

È demandata all’Agenzia la definizione delle informazioni oggetto dell’invio, delle regole tecniche e

dei termini per la trasmissione telematica, nonché la possibilità di definire modalità e termini

graduali della memorizzazione elettronica / trasmissione telematica dei corrispettivi, considerando il

grado di automazione dei distributori di carburante.

MODALITÀ DI PAGAMENTO DELLE RETRIBUZIONI

In sede di approvazione è previsto a decorrere dall’1.7.2018 il divieto di corrispondere le

retribuzioni in contanti al lavoratore, a prescindere dalla tipologia del rapporto di lavoro

instaurato, pena l’applicazione di una sanzione da 1.000 a 5.000.

La firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce prova dell’avvenuto

pagamento della retribuzione.

A decorrere dalla predetta data la retribuzione ai lavoratori da parte dei datori di lavoro /

committenti va corrisposta tramite banca / ufficio postale utilizzando 1 dei seguenti mezzi:

bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;

strumenti di pagamento elettronico;

pagamento in contanti presso lo sportello bancario / postale dove il datore di lavoro ha aperto un

c/c di tesoreria con mandato di pagamento;

emissione di assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato

impedimento, ad un suo delegato. Per impedimento comprovato si intende la circostanza in cui il

delegato a ricevere il pagamento è il coniuge / convivente / familiare, in linea retta o collaterale,

del lavoratore, a condizione che sia di età non inferiore a 16 anni.

Le predette disposizioni non sono applicabili ai rapporti di lavoro:

instaurati con le Pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 165/2001;

rientranti nell’ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti ai servizi

familiari e domestici, stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative

a livello nazionale.

ABROGAZIONE SCHEDA CARBURANTE

In sede di approvazione, a seguito dell’abrogazione del DPR n. 444/97, è disposta la

soppressione dell’utilizzo della scheda carburante per la documentazione degli acquisti di

carburante per autotrazione. Gli acquisti in esame presso gli impianti di distribuzione devono

essere documentati da fattura elettronica.

Con l’introduzione del nuovo comma 1-bis all’art. 164, TUIR e l’integrazione della lett. d) del

comma 1 dell’art. 19-bis1, DPR n. 633/72 è previsto che ai fini della deducibilità del relativo costo

/ detraibilità dell’IVA a credito gli acquisti di carburante devono essere esclusivamente effettuati

tramite carte di credito, di debito o prepagate. Le nuove disposizioni sono applicabili a decorrere

dall’1.7.2018.

A favore degli esercenti impianti di distribuzione di carburante è riconosciuto un credito

d’imposta pari al 50% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate a decorrere

dall’1.7.2018, mediante carte di credito. L’agevolazione è applicabile nel rispetto delle condizioni e

dei limiti di cui al Regolamento UE n. 1407/2013 degli aiuti de minimis. Il credito d’imposta in

esame è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite il mod. F24 a decorrere dal periodo

d’imposta successivo quello di maturazione.

ERRATA APPLICAZIONE IVA

In sede di approvazione, a seguito dell’integrazione dell’art. 6, comma 6, D.Lgs. n. 471/97, è

previsto che in caso di applicazione dell’IVA in misura superiore a quella effettiva,

erroneamente assolta dal cedente / prestatore, fermo restando il diritto alla detrazione in capo

all’acquirente / committente, è applicabile la sanzione da 250 a 10.000. La restituzione

dell’imposta è esclusa qualora il versamento sia stato effettuato in un contesto di frode fiscale.

PAGAMENTI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

È confermata la modifica dell’art. 48-bis, comma 1, DPR n. 602/73, per effetto della quale

dall’1.3.2018 le Pubbliche amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima

di pagare, a qualunque titolo, somme di importo superiore a 5.000 (in precedenza 10.000)

devono verificare, anche con modalità telematiche, se il soggetto beneficiario risulta

inadempiente al versamento di una o più cartelle di pagamento per un importo complessivamente

pari almeno a 5.000.

In caso di inadempimento la Pubblica amministrazione sospende, per i 60 giorni successivi

(in precedenza 30), il pagamento delle somme al beneficiario fino a concorrenza del debito.

SOSPENSIONE MOD. F24

È confermato, con l’aggiunta del comma 49-ter all’art. 37, DL n. 223/2006, che l’Agenzia delle

Entrate può sospendere, fino a 30 giorni, l’esecuzione dei modd. F24 relativi a compensazioni

che presentano profili di rischio. È inoltre previsto che:

se il credito risulta correttamente utilizzato, ovvero decorsi 30 giorni dalla data di presentazione

del mod. F24, il pagamento è eseguito e le relative compensazioni / versamenti sono considerati

effettuati alla data della loro effettuazione;

diversamente, il mod. F24 non è eseguito e le compensazioni / versamenti si considerano non

effettuati.

Dalla Relazione accompagnatoria al ddl della Finanziaria 2018 è possibile desumere che, a titolo

esemplificativo, saranno oggetto di verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate le seguenti fattispecie:

l’utilizzo del credito in compensazione da parte di un soggetto diverso dal titolare dello stesso;

la compensazione di crediti che, in base a quanto indicato nel mod. F24, sono riferiti ad anni molto

anteriori rispetto all’anno in cui è stata effettuata l’operazione;

i crediti utilizzati in compensazione ai fini del pagamento di debiti iscritti a ruolo.

Con Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate sono stabiliti i criteri e le modalità di attuazione della

nuova disposizione.

RIVALUTAZIONE TERRENI E PARTECIPAZIONI

In sede di approvazione è riproposta, per effetto della modifica dell’art. 2, comma 2, DL n.

282/2002, la possibilità di rideterminare il costo d’acquisto di:

terreni edificabili e agricoli posseduti a titolo di proprietà, usufrutto, superficie ed enfiteusi;

partecipazioni non quotate in mercati regolamentati, possedute a titolo di proprietà / usufrutto;

alla data dell’1.1.2018, non in regime d’impresa, da parte di persone fisiche, società semplici e

associazioni professionali, nonché di enti non commerciali.

È fissato al 30.6.2018 il termine entro il quale provvedere:

alla redazione ed all’asseverazione della perizia di stima;

al versamento dell’imposta sostitutiva, pari all’8%.

DETRAZIONE STUDENTI UNIVERSITARI FUORI SEDE

Come noto, il c.d. “Collegato alla Finanziaria 2018”, ha rivisto le condizioni per poter fruire della

detrazione IRPEF del 19% delle spese per canoni di locazione sostenute da studenti

universitari fuori sede”.

La Finanziaria 2018, confermando nella sostanza le modifiche apportate dal “Collegato alla

Finanziaria 2018” e ferme restando le altre condizioni, con riferimento al luogo di ubicazione

dell’Università rispetto alla residenza dello studente, soltanto per il 2017 e il 2018, prevede che la

detrazione in esame è riconosciuta a favore degli studenti:

iscritti ad un corso di laurea presso una Università situata in un Comune distante almeno 100

km dal Comune di residenza (non montano / non in una zona disagiata);

residenti in una zona montana ovvero disagiata e iscritti ad un corso di laurea presso una

Università situata in un Comune distante almeno 50 km da quello di residenza;

a prescindere, in tutti i casi, dal fatto che residenza ed Università siano nella stessa Provincia o

in Province diverse.

ABBONAMENTI TRASPORTO PUBBLICO

È confermata, con l’aggiunta della nuova lett. i-decies) al comma 1 dell’art. 15, TUIR,

l’introduzione della detrazione IRPEF pari al 19% delle spese sostenute, anche nell’interesse dei

soggetti a carico, per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale /

regionale e interregionale per un importo non superiore a 250.

Con l’aggiunta della nuova lett. d-bis) al comma 2 dell’art. 51, TUIR è previsto che non

concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente

“le somme erogate o rimborsate alla generalità o a categorie di dipendenti dal datore di lavoro o le

spese da quest’ultimo direttamente sostenute, volontariamente o in conformità a disposizioni di

contratto, di accordo o di regolamento aziendale, per l’acquisto degli abbonamenti per il

trasporto pubblico locale, regionale e interregionale del dipendente e dei familiari [a carico]”.

(RI)FINANZIAMENTO SABATINI-TER

È confermato il riconoscimento, fino ad esaurimento dei fondi disponibili, dell’agevolazione

c.d. Sabatini–ter” di cui all’art. 2, DL n. 69/2013, consistente in un contributo in conto esercizio, a

parziale copertura degli interessi relativi al finanziamento stipulato per l’acquisto / acquisizione in

leasing di beni strumentali nuovi da parte delle PMI.

Di conseguenza il termine per l’acquisto dei suddetti beni è prorogato “fino alla data dell’avvenuto

esaurimento delle risorse disponibili”.

Una parte delle risorse disponibili è riservata agli investimenti effettuati dalle micro, piccole /

medie imprese per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica aventi

come finalità la realizzazione di investimenti in tecnologie, compresi gli investimenti in big data,

cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà

aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID) e sistemi di tracciamento /

pesatura dei rifiuti.

INCENTIVI ALL’OCCUPAZIONE GIOVANILE

In sede di approvazione, con l’intento di promuovere l’occupazione giovanile stabile, ai datori di

lavoro privati che, a decorrere dall’1.1.2018, assumono lavoratori con contratto di lavoro subordinato

a tempo indeterminato a tutele crescenti è riconosciuto, per un periodo massimo di 36 mesi,

l’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali, ad esclusione dei premi /

contributi INAIL, nel limite massimo di 3.000 su base annua, riparametrato su base mensile.

Ai fini del beneficio il datore di lavoro non deve aver provveduto, nei 6 mesi precedenti l’assunzione,

a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi.

L’esonero in esame spetta con riferimento ai soggetti che, alla data della prima assunzione:

non abbiano compiuto 30 anni (limitatamente alle assunzioni effettuate entro il 31.12.2018,

l’esonero riguarda i soggetti che non abbiano compiuto 35 anni);

non siano stati occupati a tempo indeterminato con lo stesso o con altro datore di lavoro

(i periodi di apprendistato svolti presso altri datori di lavoro che non siano proseguiti in rapporto

di lavoro a tempo indeterminato non costituiscono una causa ostativa all’esonero).

Merita evidenziare che nel caso in cui il lavoratore, per la cui assunzione a tempo indeterminato

è stato parzialmente fruito l’esonero in esame, venga assunto a tempo indeterminato da un altro

datore di lavoro privato, il beneficio spetta per il periodo residuo utile alla piena fruizione, non

rilevando l’età anagrafica del lavoratore alla data della nuova assunzione.

L’esonero si applica:

per un periodo massimo di 12 mesi, fermo restando il limite massimo pari a 3.000 su base

annua, anche in caso di prosecuzione, successiva al 31.12.2017, di un contratto di apprendistato

in rapporto a tempo indeterminato purché il lavoratore non abbia compiuto 30 anni alla data della

prosecuzione;

anche in caso di conversione, successiva all’1.1.2018, di un contratto a tempo determinato in

contratto a tempo indeterminato, fermo restando il possesso del requisito anagrafico alla data

della conversione.

È inoltre previsto l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali, con esclusione dei

premi / contributi INAIL, a favore dei datori di lavoro privati che assumono, con contratto di

lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti entro 6 mesi dall’acquisizione del

titolo di studio, studenti che hanno svolto presso lo stesso datore di lavoro:

attività di alternanza scuola-lavoro pari almeno al 30% delle ore di alternanza previste ex art.

1, comma 33, Legge n. 107/2015, ovvero al 30% del monte ore previsto per le attività di

alternanza all’interno dei percorsi erogati ex D.Lgs. n. 226/2005, ovvero al 30% del monte ore

previsto per le attività di alternanza realizzata nell’ambito dei percorsi ex DPCM 25.1.2008,

ovvero al 30% del monte ore previsto dai rispettivi ordinamenti per le attività di alternanza nei

percorsi universitari;

un periodo di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione

secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato

in alta formazione.

L’esonero in esame:

non è applicabile ai rapporti di lavoro domestico / di apprendistato;

non è cumulabile con altri esoneri / riduzioni.

CANONE RAI 2018

In sede di approvazione è estesa al 2018 la riduzione a 90 del canone di abbonamento RAI per

uso privato.

ANTIRICICLAGGIO

Ricordiamo che la normativa sulla tracciabilità dei pagamenti ha previsto un limite massimo

per l’utilizzo del contante nella misura di 3.000 euro.

Sono poi stati stabiliti i nuovi limiti sui prelievi in contanti dal conto corrente. La norma

prevede che le soglie oltre le quali scattano i controlli sono:

– Prelievi conto corrente superiori a 1.000 euro al giorno;

– Prelievi conto corrente oltre 5.000 euro al mese.

 

LEGGE DI BILANCIO 2018 novità in materia di lavoro

Posted by on 12:40 in Senza categoria | Commenti disabilitati su LEGGE DI BILANCIO 2018 novità in materia di lavoro

È stata pubblicata la Legge n. 205 del 27 dicembre 2017 contenente “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020” (sul S.O. n. 62 alla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2017).

La Legge di Bilancio 2018 è entrata in vigore il 1° gennaio 2018.

 

Si fornisce di seguito un estratto e  un’analisi delle disposizioni di maggiore interesse per i datori di lavoro/sostituti d’imposta.

INCENTIVO STRUTTURALE ALL’OCCUPAZIONE GIOVANILE STABILE

La Legge di Bilancio 2018 introduce un nuovo incentivo all’occupazione, per un periodo massimo di 36 mesi, destinato ai datori di lavoro privati che, a partire dal 1° gennaio 2018, assumono, con contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, soggetti con età inferiore a 30 anni che non siano mai stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altri datori di lavoro. Eventuali periodi svolti dal lavoratore mediante contratto di apprendistato presso altri datori di lavoro, che non siano proseguiti in un contratto a tempo indeterminato, non impediscono la possibilità di beneficiare dell’incentivo.

Limitatamente alle assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2018, l’esonero spetta per le assunzioni di lavoratori che non abbiano compiuto i 35 anni di età, a parità delle altre condizioni.

L’incentivo consiste

  • nell’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (sono esclusi i premi e contributi dovuti all’INAIL),
  • per un periodo massimo di 36 mesi,
  • nel limite di 3.000 euro annui, riparametrati e applicati su base mensile.Oltre ai criteri generali per la fruizione degli incentivi previsti (ex articolo 31, D.Lgs n. 150/2015), l’incentivo non spetta ai datori di lavoro che, nei 6 mesi precedenti, hanno effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero licenziamenti collettivi, nella medesima unità produttiva nella quale sarebbe assunto il lavoratore.
  • Qualora il lavoratore sia stato assunto fruendo parzialmente dell’incentivo in esame, e successivamente venga assunto a tempo indeterminato da un nuovo datore di lavoro, quest’ultimo potrà fruire dell’incentivo per il periodo residuo utile alla piena fruizione, indipendentemente dall’età anagrafica del lavoratore alla data della nuova assunzione. L’incentivo, in questo, caso, spetta anche per i lavoratori assunti dopo il compimento del 30° anno di età, per i periodi residui rispetto ai 36 mesi totali di esonero contributivo.
Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del lavoratore assunto con l’esonero, ovvero di un altro lavoratore nella stessa unità produttiva nella quale è assunto il lavoratore per il quale si fruisce dell’esonero, entro i 6 mesi dall’assunzione del lavoratore con incentivo, comporta la perdita dell’incentivo stesso e il recupero delle quote di incentivo già fruite.

 

 

Ai fini del computo del periodo residuo utile alla fruizione dell’esonero, la predetta revoca non ha effetti nei confronti degli altri datori di lavoro privati che assumono il lavoratore.

L’esonero contributivo trova applicazione anche:

  • in caso di prosecuzione a tempo indeterminato, successiva al 31 dicembre 2017, di un contratto di apprendistato, per un periodo massimo di 12 mesi decorrenti dal mese successivo a quello in cui termina l’applicazione dell’aliquota agevolata, a condizione che il lavoratore non abbia già compiuto il 30° anno di età al momento della prosecuzione del rapporto;
  • nel caso di trasformazione, a decorrere dal 1° gennaio 2018, di un contratto a tempo determinato in un contratto di lavoro a tempo indeterminato, fermo restando il requisito dell’età anagrafica al momento della trasformazione.
  • ( DA CHIARIRE PER QUESTO PUNTO ANCHE IL REQUISITO DELLO STORICO DEL LAVORATORE OSSIA CHE NON ABBIA MAI LAVORATO A TEMPO INDETERMINATO PER LO STESSO DATORE DI LAVORO O PRESSO ALTRI DATORI DI LAVORO )
L’incentivo non trova applicazione, invece, per i datori di lavoro domestico e nel caso di assunzione con contratto di apprendistato, e non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive previste dall’ordinamento.

 

 

BONUS 80 EURO

La Legge di Bilancio 2018 interviene sulla disciplina del Bonus 80 euro (c.d. Bonus Renzi), incrementando di euro 600 le soglie di reddito massimo complessivo richieste per beneficiare del predetto bonus.

In particolare, fermo restando la misura massima annua del bonus (pari a euro 960), l’importo spettante a tale titolo sarà così determinato:

 

Reddito complessivo (RC) Bonus spettante
Non superiore a euro 24.600 euro 960
Compreso tra euro 24.600 e euro 26.600 euro 960 x (26.600 – RC)

2.000

Superiore a euro 26.600

 

 

PAGAMENTO DELLE RETRIBUZIONI

A decorrere dal 1° luglio 2018, i datori di lavoro o committenti sono tenuti a corrispondere le retribuzioni o i compensi ai lavoratori mediante:

  • bonifico bancario (sul c/c identificato dall’IBAN del lavoratore);
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • pagamenti in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • assegno consegnato direttamente al lavoratore o ad un suo delegato in caso di impedimento. Il delegato può essere il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale del lavoratore, di età non inferiore a 16 anni.
  • Sono esclusi dalla presente disposizione i rapporti di lavoro:
  • costituiti con le pubbliche amministrazioni;
  • domestico, costituiti in forza al relativo CCNL stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
  • Ai datori di lavoro che violano l’obbligo in parola si applica una sanzione amministrativa da 1.000 a 5.000 euro, si ritiene con riferimento ad ogni lavoratore

DIMISSIONI ON LINE DAL 12 MARZO 2016

Posted by on 17:18 in Amministrazione del Personale | Commenti disabilitati su DIMISSIONI ON LINE DAL 12 MARZO 2016

Con la finalità di evitare il fenomeno delle c.d. “dimissioni in bianco” e rendere inefficaci le dimissioni e le risoluzioni consensuali presentate con modalità diverse da quelle previste dalle nuove disposizioni, il legislatore ha previsto, all’art. 26 D. Lgs. n. 151/2015, l’introduzione di una specifica e rigorosa procedura.

A partire dalle dimissioni comunicate dal 12 marzo 2016 (indipendentemente dalla data di effettiva cessazione), tutti i lavoratori subordinati, con l’eccezione di alcune ipotesi, dovranno utilizzare la nuova procedura telematica disciplinata dal decreto del Ministero del lavoro per manifestare la propria volontà di recedere dal rapporto di lavoro. Va da sé, quindi, che tutte le dimissioni pervenute/ricevute sino all’11 marzo 2016 continueranno a seguire la già conosciuta procedura di convalida; per le cessazioni comunicate prima del 12/03/2016 per le quali non sia già stata presentata validazione o comunicazione UNILAV ci sarà probabilmente una duplicazione di adempimenti o reiterazione di richieste.

 

La nuova procedura non si applica:

 ai rapporti di lavoro domestico;

 ai recessi intervenuti nelle sedi c.d. “protette” (commissioni di certificazione, Direzione Territoriale del Lavoro, organismi sindacali e sedi individuate dalla contrattazione collettiva);

 al recesso durante il periodo di prova;

 nei casi di dimissioni o risoluzioni consensuali del rapporto presentate dalla lavoratrice nel periodo di gravidanza o dalla lavoratrice/lavoratore durante i primi tre anni di vita del bambino, che dovranno essere convalidate esclusivamente presso la Direzione del lavoro competente per territorio;

 ai rapporti di lavoro marittimo in quanto regolati dal Codice della Navigazione;

 ai rapporti di lavoro con la pubblica amministrazione.

 

Sotto il profilo operativo il lavoratore o la lavoratrice che intende rassegnare le proprie dimissioni o risolvere consensualmente il rapporto di lavoro dovrà compilare, con modalità esclusivamente telematiche, un modulo messo a disposizione in apposita sezione “sistema informatico SMV” del sito www.lavoro.gov.it, secondo due distinte modalità:

 

1. procedura diretta: in questa ipotesi il lavoratore deve essere già in possesso del PIN INPS dispositivo e, dopo essersi registrato al sito www.cliclavoro.gov.it per la creazione di una propria utenza, potrà accedere al sito www.lavoro.gov.it per la compilazione e il successivo inoltro del modulo attestante la propria volontà di dimettersi. Qualora non fosse provvisto di PIN INPS dispositivo, il lavoratore dovrà, prima di procedere alle dimissioni e qualora non intenda avvalersi di un intermediario, inoltrare specifica richiesta per ottenerlo all’Istituto, accedendo al sito www.inps.it (https://serviziweb2.inps.it/RichiestaPin/jsp/menu.j

 

2. procedura assistita: in alternativa alla prima ipotesi il lavoratore potrà richiedere assistenza ad un intermediario abilitato. I soggetti abilitati sono:

a) patronati;

b) organizzazioni sindacali;

c) enti bilaterali;

d) commissioni di certificazione.

In questa ipotesi l’accesso alla procedura “sistema informatico SMV” viene effettuata dai predetti soggetti che avranno cura di accertare l’identità del lavoratore.

E’ opportuno ricordare che il lavoratore potrà revocare la decisione di dimettersi entro i 7 giorni dalla data di trasmissione utilizzando le predette modalità.

Completata la compilazione, il modulo verrà inoltrato automaticamente, tramite il sistema informatico SMV, all’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del datore di lavoro ed alla Direzione territoriale competente. Una volta pervenuto il modulo compilato, le dimissioni potranno essere considerate valide e, entro i consueti cinque giorni successivi dalla data di cessazione, occorrerà procedere alla comunicazione da inoltrare ai competenti servizi per l’Impiego.

 

Nel caso in cui il lavoratore dovesse utilizzare una modalità non conforme a quanto riportato in precedenza, suggeriamo di sollecitare i lavoratori a perfezionare il recesso pena l’inefficacia dello stesso ed il rischio di dover procedere al licenziamento disciplinare con conseguenti oneri economici o oggetto di possibile contenzioso o una sospensione del rapporto di lavoro, con inutili oneri di gestione o strascichi normativi incerti.

In ultimo, è opportuno ricordare che la norma prevede un gravoso apparato sanzionatorio nel caso in cui si rilevi un’alterazione, da parte del datore di lavoro, del modulo attraverso il quale viene manifestata la volontà del lavoratore. In particolare, è prevista, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, una sanzione amministrativa pecuniaria che va da euro 5.000 a euro 30.000.

 

NOVITA’ PER CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA

Posted by on 16:10 in Amministrazione del Personale | Commenti disabilitati su NOVITA’ PER CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA

08.10.2015

OGGETTO: NOVITA’   CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI   ( ORDINARIA E PER EVENTI ATMOSFERICI )    –  JOBS ACT e DECRETO LEGISLATIVO DI ATTUAZIONE N. 148/2015.

            Il decreto Legislativo n. 148 / 2015 apporta delle novità in materia di   ammortizzatori sociali   con effetto a partire dal 24 settembre 2015.

Le novità principali e sostanziali sono :

  1. REQUISITI LAVORATORI BENEFICIARI:

per l’integrazione il lavoratore deve aver svolto almeno 90 giorni di lavoro effettivo al momento della domanda.

  • DURATA :

 

a partire dal 24.09.2015 il trattamento di CIG ORDINARIA ( e STRAORDINARIA ) non può superare la durata massima di 24   mesi   in   un quinquennio mobile   ( per le imprese operanti nel settore edilizio industriali e artigiane   e nel settore dell’escavazione e materiali lapidei   la durata massima è di 30 mesi   in un quinquennio mobile )

  • PAGAMENTO:
  • Il pagamento delle ore di cig è effettuato dall’impresa ai dipendenti aventi diritto alla fine di ogni periodo di paga  ( salva la possibilità di richiedere il pagamento diretto all’Inps … punto questo ancora da chiarire  )
  • l’impresa  recupera il trattamento anticipato mediante rimborso dall’Inps ovvero con conguaglio sui contributi da versare mensilmente

 

  • Per questo punto l’Inps deve chiarire se per procedere al pagamento al dipendente si deve attendere l’autorizzazione   oppure si deve procedere anche senza autorizzazione ? !
  • INFORMAZIONE E       CONSULTAZIONE SINDACALE

 

Rimane confermato come per il passato, che il datore di lavoro   prima dell’inizio del periodo di cassa integrazione   DEVE inviare e quindi attivare   la procedura di informazione e consultazione sindacale alle rappresentanze sindacali aziendali (ove presenti) o in mancanza alle associazioni sindacali territorialmente più rappresentative

10 gg prima dell’inizio della sospensione, nel caso di aziende con meno di 50 dipendenti

25 gg prima dell’inizio della sospensione, nel caso di aziende con più di 50 dipendenti

 

  • TEMPISTICHE DI       INVIO   ALL’INPS:

 

sono state modificate   le tempistiche di comunicazione all’Inps come segue:

  • Il termine di presentazione della domanda di   cassa all’Inps è di   15 giorni decorrenti dall’inizio   della sospensione   o riduzione dell’attività lavorativa  ( prima del 24.09.2015 era entro il 25 del mese successivo a quello in cui era intervenuta la cassa )
  • Il termine di 15 dalla data di inizio della sospensione vale anche per le cig per eventi atmosferici ( pioggia, neve, ecc.. ) per imprese edili   e   cave.

TFR IN BUSTA PAGA NOVITA’ DAL 01.03.2015

Posted by on 17:15 in Senza categoria | Commenti disabilitati su TFR IN BUSTA PAGA NOVITA’ DAL 01.03.2015

Come previsto dalla  Legge di Stabilità, dal  1° marzo 2015 il trattamento  di  fine  rapporto  (TFR) ,  potrà  acquisire  la  forma  di  una  integrazione  della  retribuzione mensile.

Dalla  suddetta  data ,  scatta per i lavoratori dipendenti del settore privato la POSSIBILITA’ di chiedere in busta paga l’anticipo del TFR maturato mensilmente sul quale, e’ bene ricordarlo, la tassazione e’ quella ordinaria marginale ( e non quella ridotta) e sulla quale si applicheranno le ordinarie addizionali regionali e comunali, con la possibile incidenza sulle prestazioni sociali collegate al reddito. L’anticipo del TFR non e’ gravato da imposizione contributiva e non rileva ai fini della corresponsione degli 80 euro mensili, confermati dalla legge n. 190/2014.

Questi sono i punti essenziali:

  1. L’anticipo      può essere richiesto da tutti i lavoratori che operano nel settore privato      con almeno 6 mesi di anzianità di  servizio, con esclusione degli operai agricoli a tempo indeterminato e dei      collaboratori familiari del settore domestico, dei dipendenti da aziende      soggette a procedura concorsuale, o che hanno sottoscritto accordi di      ristrutturazione del debito, dei prestatori di imprese in Cig in deroga      dopo un periodo di Cigs (unicamente in quest’ultimo caso, alle sole unità      produttive interessate ), o che      hanno ricevuto un finanziamento, dando in garanzia il TFR, fino alla      scadenza dello stesso. I lavoratori, a tempo indeterminato, debbono      essere in forza da almeno sei mesi.
  2. La      richiesta, che non può essere      revocata una volta presentata, riguarda il periodo compreso tra marzo 2015  e  giugno   2018       ed  è  quindi       vincolante  per  il       triennio.
  3. L’anticipo      entra in busta paga nel mese immediatamente successivo a quello di      richiesta o 4 mesi dopo nel caso in cui il datore di lavoro richieda      l’intervento di un Istituto di credito a seguito dell’accordo sottoscritto      dall’ABI.
  4. Con      la richiesta del lavoratore il TFR non è più a seconda delle ipotesi,      accantonato in azienda, trasferito al Fondo di tesoreria dell’INPS o al      fondo di previdenza complementare.
  5. Il  lavoratore  interessato,  dovrà presentare richiesta  specifica  all’ufficio personale  della       scrivente,   e  l’azienda  inizierà ad  erogare l’importo mensile previa  autorizzazione  dell’Inps.

Bonus busta paga 2014

Posted by on 10:47 in Amministrazione del Personale | Commenti disabilitati su Bonus busta paga 2014

Si rende noto che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 24 aprile 2014, n. 95, il decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale.

Punto centrale del “provvedimento” è il riconoscimento di un credito ai lavoratori dipendenti e assimilati con un reddito complessivo, ai fini IRPEF, non superiore a 26.000 euro, che va ad incrementare la retribuzione netta, con l’obiettivo di favorire i consumi e la crescita economica attraverso la riduzione del c.d. “cuneo fiscale”.

In particolare, è stato inserito il nuovo comma 1-bis nell’art. 13 del Tuir, che prevede per i percettori di reddito di lavoro dipendente, esclusi i pensionati (art. 49, comma 2, lett. a), Tuir), e di alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (art. 50, comma 1, lett. a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l) Tuir), un credito pari a:

o       euro 640, se il reddito complessivo per il periodo d’imposta 2014 non è superiore ad euro 24.000;

o       euro 640, se il reddito complessivo per il periodo d’imposta 2014  è superiore ad euro 24.000 ma non a euro 26.000. Tuttavia, in questo caso il credito spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l`importo di 26.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l`importo di 2.000 euro. In quest’ultima ipotesi la formula da applicare per il calcolo del bonus spettante sarà:

      • bonus spettante= 640 x [(26.000 – reddito complessivo)/2.000].

Il bonus si azzera qualora il reddito complessivo sia uguale o superiore 26.000 euro.

Il credito compete esclusivamente se l’imposta lorda sul reddito di lavoro dipendente e assimilati risulta superiore alle detrazioni per reddito di lavoro spettante.

Il bonus è riconosciuto in via automatica dal sostituto d’imposta e va ripartito tra le retribuzioni erogate successivamente alla data di entrata in vigore del decreto legge (24 aprile 2014), a partire dal primo periodo di paga utile.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare citata, ha chiarito che il sostituto d’imposta riconosce il credito dovuto in aggiunta alle retribuzioni spettanti, a partire dalle retribuzioni erogate nel mese di maggio 2014, senza dover attendere alcuna richiesta esplicita da parte dei beneficiari.

Solo nel caso in cui non sia possibile, per ragioni esclusivamente tecniche legate all’iter di pagamento delle retribuzioni, procedere all’erogazione delle stesse in maggio, i sostituti d’imposta potranno riconoscere il credito a partire dalle retribuzioni erogate nel successivo mese di giugno, ferma restando la ripartizione dell’intero importo del credito spettante tra le retribuzioni dell’anno 2014.

I sostituti di imposta devono determinare la spettanza del credito e il relativo importo sulla base dei dati reddituali a loro disposizione, tenendo conto in base al reddito previsionale e alle detrazioni delle somme e dei valori che il sostituto stesso corrisponderà durante l’anno, nonché di eventuali altri redditi che il lavoratore dovesse comunicare, rivenienti da altri precedenti rapporti di lavoro avuti nel 2014.

Il credito va rapportato al periodo di lavoro nell`anno e pertanto, in caso di rapporto di lavoro inferiore all’anno, l’Agenzia delle Entrate nella circolare citata, ha precisato che lo stesso deve essere determinato considerando il numero dei giorni lavorati nell’anno, secondo le regole applicabili a ciascuna categoria di reddito beneficiaria (circolare Agenzia delle Entrate 9 gennaio 1998, n. 3/E). 

La misura del bonus non concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente e assimilati e, quindi, le somme incassate a tale titolo non sono imponibili ai fini delle imposte sui redditi, comprese le relative addizionali regionale e comunale.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i crediti non costituendo retribuzione per il lavoratore, non incidono sul calcolo dell’Irap delle società.  

Il credito in esame è riconosciuto per l’anno 2014, in attesa dell’intervento normativo strutturale che dovrà essere attuato con la legge di stabilità per l’anno 2015.

Adempimenti del sostituto d’imposta

In sintesi, al sostituto d’imposta competono i seguenti adempimenti:

  • verifica l’esistenza delle tre condizioni:

a)      tipologia di reddito prodotto dai beneficiari (reddito di lavoro dipendente, esclusi i pensionati (art. 49, comma 2, lett. a), Tuir), e i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (art. 50, comma 1, lett. a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l) Tuir);

b)       Irpef lorda su redditi di lavoro dipendente e assimilati maggiore delle detrazioni di lavoro dipendente (non si considerano, ai fini del calcolo, le altre detrazioni, quali quelle per familiari a carico);

c)      reddito complessivo inferiore a  26.000 euro;

  • procede al calcolo del bonus spettante rapportandolo al periodo di lavoro svolto dal dipendente nell’anno. Il beneficio spetta da maggio a dicembre 2014 ed è pari a 80 euro mensili (640/8) in caso di rapporto di lavoro continuativo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2014. Diversamente in caso di assunzione o cessazione in corso d’anno, la misura deve essere riproporzionata al minor periodo di lavoro;
  • eroga in automatico al dipendente il bonus spettante a partire dalle retribuzioni erogate nel mese di maggio;
  • recupera il bonus erogato, fino a capienza, dall’ammontare delle ritenute disponibili in ciascun periodo di paga (compensazione verticale) e,  solo in caso di incapienza delle stesse, per la differenza, dai contributi previdenziali dovuti per il medesimo periodo di paga;
  • indica il bonus erogato nel modello CUD 2015;
  • indica gli “importi non versati”, per effetto degli utilizzi a scomputo, nel modello 770 2015.

L’Agenzia delle Entrate ha esemplificato quali ritenute possono rientrare nell’ammontare complessivo delle ritenute utilizzabili per lo scomputo del credito, indicando le ritenute relative all’IRPEF, le addizionali regionale e comunale nonché le ritenute relative all’imposta sostitutiva sui premi di produttività o al contributo di solidarietà.

In caso di incapienza del monte ritenute tale da non consentire l’erogazione del bonus nello stesso periodo di paga a tutti i percipienti che ne hanno diritto, è previsto che il sostituto d’imposta utilizzi, per la differenza, i contributi previdenziali dovuti per il medesimo periodo di paga, i quali non devono quindi essere versati.

Restituzione del credito non spettante

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che, fermo restando l’obbligo per i sostituti d’imposta di riconoscere in via automatica il credito in base alle informazioni in loro possesso, i contribuenti che non hanno i presupposti per il riconoscimento del beneficio, ad esempio perché titolari di un reddito complessivo superiore a euro 26.000 derivante da redditi diversi da quelli erogati dal sostituto d’imposta, sono tenuti a darne comunicazione al sostituto d’imposta il quale potrà recuperare il credito eventualmente erogato dagli emolumenti corrisposti nei periodi di paga successivi a quello nel quale è stata resa la comunicazione e, comunque, entro i termini di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno o di fine rapporto.

Il contribuente che abbia comunque percepito dal sostituto d’imposta un credito in tutto o in parte non spettante è tenuto alla restituzione dello stesso in sede di dichiarazione dei redditi.

Contribuenti senza sostituti d’imposta

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito, altresì, che i contribuenti per i quali il credito in commento, spettante per l’anno d’imposta 2014, non sia stato riconosciuto, in tutto o in parte, dai sostituti d`imposta, ad esempio perché relativo a un rapporto di lavoro cessato prima del mese di maggio, possono richiedere il credito nella dichiarazione dei redditi.

 

“RIDIMENSIONATE” LE RESTRIZIONI PER IL PAGAMENTO DEI CANONI DI LOCAZIONE

Posted by on 16:10 in Contrattualistica / Argomenti vari | Commenti disabilitati su “RIDIMENSIONATE” LE RESTRIZIONI PER IL PAGAMENTO DEI CANONI DI LOCAZIONE

“RIDIMENSIONATE” LE RESTRIZIONI PER IL PAGAMENTO DEI CANONI DI LOCAZIONE 

• Art. 49, D.Lgs. n. 231/2007

• Art. 1, comma 50, Legge n. 147/2013

• Nota MEF 5.2.2014, n. 10492/DT

Recentemente il MEF, in risposta ad una specifica richiesta di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate circa l’applicazione degli obblighi in materia di pagamento dei canoni di locazione di

immobili ad uso abitativo, ha precisato che è possibile pagare in contante il canone per una somma inferiore ad € 1.000, senza l’applicazione di sanzioni.

Tuttavia, fermo restando il predetto limite, al fine di “conservare traccia delle transazioni in contante” tra conduttore e locatore è necessario disporre di una prova documentale, che può essere rappresentata da una “semplice” ricevuta.

Non risulta quindi obbligatorio il ricorso a strumenti tracciabili per i pagamenti di canoni di locazione fino ad € 999,99.

Per maggiori dettagli http://www.studioragnoli.it/main/wp-content/uploads/2014/04/LOCAZIONI-E-CONTANTI.pdf

Lavori a contatto con i minori

Posted by on 21:38 in Amministrazione del Personale | Commenti disabilitati su Lavori a contatto con i minori

Lavori a contatto con i minori: obbligo del certificato penale del casellario giudiziale

Circolare e Note Ministero della Giustizia del 3 aprile 2014
D.Lgs n. 39 del 4 marzo 2014 (G.U. n. 68 del 22 marzo 2014)

A seguito dell’emanazione del Decreto Legislativo che impone, a coloro che impiegano soggetti in attività a contatto diretto e regolare con minori, di richiedere agli stessi il certificato penale del casellario giudiziale, il Ministero della Giustizia ha pubblicato sul proprio sito internet una Circolare e due Note di chiarimenti sull’argomento. Viene precisato che l’obbligo attiene i soli rapporti di lavoro stipulati a partire dal 6 aprile 2014 e non riguarda i soggetti eventualmente impiegati come volontari (ad esempio nelle associazioni culturali, sportive, ecc.), e che nelle more del rilascio di detto certificato il datore di lavoro potrà far sottoscrivere al lavoratore una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

 

Per ulteriori informazioni contattare lo Studio Ragnoli.

Lavoro a Tempo Determinato

Posted by on 21:33 in Amministrazione del Personale | Commenti disabilitati su Lavoro a Tempo Determinato

La disciplina di tale fattispecie contrattuale viene nuovamente modificata, per renderne più flessibile l’utilizzo e creare nuova occupazione, soprattutto giovanile.

In particolare, le novità introdotte dal Legislatore riguardano i seguenti aspetti del rapporto di lavoro a termine:

  • estensione del ricorso all’acausalità;
  • ampliamento della possibilità di ricorso alla proroga;
  • limite massimo per la stipula di contratti da parte di ciascun datore di lavoro.

Acausalità
La durata del contratto di lavoro a tempo determinato, per il quale non è necessaria l’indicazione di una causale giustificativa,

  • viene innalzata dai precedenti 12 mesi (comprensivi di eventuale proroga), agli attuali 36 mesi, comprensivi di eventuali proroghe,
  • riguardo allo svolgimento di qualunque tipo di mansione,
  • sia nella forma del contratto a tempo determinato che nell’ambito di un contratto di somministrazione a termine.

Pertanto, l’apposizione del termine non risulta più subordinata alla presenza di specifici motivi (origine di numerosi contenziosi tra lavoratore e azienda), dal momento che è stata sostituita l’originaria formulazione della disposizione (art. 1, comma 1, D.Lgs n. 368/2001), secondo cui il ricorso al contratto a tempo determinato era ammesso “(…) a fronte di ragioni di carattere tecnico, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili alla ordinaria attività del datore di lavoro (…)”.
Contestualmente, è stata disposta l’abrogazione della norma, contenente le previsioni di non necessarietà dell’indicazione delle ragioni di apposizione del termine relative:

  • alla suddetta acausalità legale;
  • all’acausalità contrattuale, per cui il ricorso al contratto acausale era consentito in ogni altra ipotesi definita dalla contrattazione collettiva (anche aziendale), stipulata dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Quindi, la possibilità di ricorso all’acausalità è ora consentita fino a 36 mesi e non più, dunque, circoscritta al primo rapporto di lavoro a tempo determinato di durata non superiore a 12 mesi, sia nella forma del contratto a tempo determinato che nell’ipotesi di prima missione nell’ambito di un contratto di somministrazione a termine.
In tema di apposizione del termine, viene ribadito che la stessa è da considerarsi priva di effetto se non risulta, direttamente o indirettamente, da atto scritto.

Proroghe
Altra misura incentivante per l’utilizzo del contratto a termine riguarda l’estensione della possibilità di ricorso alla proroga, non più consentita per una sola volta ed a condizione della sussistenza di ragioni oggettive.

Tale presupposto non è più richiesto e, fatto salvo il consenso del lavoratore e la durata iniziale del contratto inferiore a tre anni, sono ammesse proroghe fino ad un massimo di otto volte, nel limite dei 36 mesi. Unica condizione è che tali proroghe si riferiscano alla stessa attività lavorativa (stesse mansioni), per la quale il contratto è stato stipulato a termine.

In caso di proroga non sarà necessario rispettare gli intervalli temporali previsti in caso di successione tra due contratti a termine, come fissati dalla Riforma Fornero e dal Decreto Lavoro (10 giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a 6 mesi, ovvero 20 giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore ai 6 mesi).

Limite quantitativo
Il numero totale di rapporti di lavoro a termine instaurati da ciascun datore di lavoro non può superare la soglia del 20% dell’organico complessivo presente nell’azienda.
Rimane salva la possibilità di modificare tale limite da parte della contrattazione collettiva, tenendo conto delle esigenze legate alle sostituzioni e alla stagionalità.

Il suddetto limite non trova applicazione nei confronti delle imprese che occupano fino a 5 dipendenti, per le quali è comunque ammessa la stipula di un contratto di lavoro a termine.

 

Per ulteriori informazioni contattare lo Studio Ragnoli.

Semplificazioni in matera di DURC

Posted by on 21:27 in Amministrazione del Personale | Commenti disabilitati su Semplificazioni in matera di DURC

In particolare, a decorrere dal 21 marzo 2014 (data di entrata in vigore del DL), chiunque vi abbia interesse verifica

  • con modalità esclusivamente telematiche e
  • in tempo reale

la regolarità contributiva nei confronti di INPS, INAIL e, per le imprese del settore edile, nei confronti delle Casse Edili.

L’esito della verifica ha validità di 120 giorni dalla data di acquisizionee sostituisce ad ogni effetto il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC), ovunque previsto.

L’effettiva operatività del nuovo sistema è, tuttavia, subordinata all’emanazione di un successivo decreto interministeriale, da adottare entro 60 giorni dal 21 marzo 2014, volto a definire i requisiti di regolarità, i contenuti e le modalità della verifica, nonché le ipotesi di esclusione dal predetto sistema di verifica della regolarità contributiva.
La verifica con modalità telematiche assolve all’obbligo di accertare la sussistenza del requisito (commissione di violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali, secondo la legislazione italiana o dello Stato in cui sono stabiliti) di cui all’art. 38, comma 1, lettera i), del D.Lgs n. 163/2006, presso la Banca dati nazionale dei contratti pubblici, istituita presso l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

 

Per ulteriori informazioni contattare lo Studio Ragnoli.